Recensione artista dell' anno

Premio artista dell' anno 2015: per aver contribuito ad arricchire il patrimonio artistico italiano. Il suo operato è espressione stilistica di pregio, originatrice di forti emozioni e di rara creatività. Opere che divengono narrazioni visive equilibrate nella loro cromaticità e nella potenza espressiva del segno. Un' artista capace di materializzare l' impalpabile e di descrivere l' essenza più profonda dell' anima.

Frammenti

-Molti artisti vogliono raccontare lo spirito, ma lo spirito non è rappresentabile direttamente, ma attraverso gli oggetti semplici.

                                                                         marzo 2016

-Mi piace sempre molto sperimentare le tecniche. Ultimamente avevo spostato lo sguardo sui contenuti (cosa che comunque faccio qualche volta ), vale a dire mettere al centro dell' attenzione il contenuto, mentre la tecnica diviene solo uno strumento. Altre volte invece è il contenuto a divenire un mezzo per sperimentare nuovi modi di manifestare il colore, per cercare quello stile e quella bellezza che a volte sprigiona dal mio spirito quasi da farmi male, in una simbiosi tra forma e colore, linea e sfondo, contenuto e impatto visivo. Alcuni potrebbero dire che non sono coerente nel mio stile, perchè sperimento tecniche e contenuti troppo diversi. Ma è che io, come ha scritto Salvatore Russo nel Premio della critica che mi ha dato, sono poliglotta; cioè non c'è un solo stile nella mia testa, o un solo contenuto, ma ce ne sono diversi, che convivono pacificamente insieme, e mi piace sperimentarli una volta l' uno, una volta l' altro, a seconda dei momenti. Mi sento incompleta se non lo faccio.

                                                                   marzo 2016

Motivazione di ammissione ad Arte iubileum

Per il valido impegno artistico e per la sua spiccata personalità stilistica. Un far arte pregiato e ricercato, dal grande impatto fruitivo, da cui emerge una continua ricerca tecnica, filtrata dai sentimenti e dalla rara dote della comunicatività. "

                                                          Palermo, gennaio 2016

Motivazione del Premio "Artista nella storia"

"Per il valido impegno artistico e per la sua spiccata personalità stilistica. La sua arte incanta e stupisce per la sua profonda liricità, espressione del suo raro e profondo talento. "

                                                            Monreale, febbraio 2016

Frammenti

-NON MACINIAMO LA BELLEZZA

Si è cominciato a parlare della bellezza, a come essa, secondo ciò che dice Dostoevskij, possa cambiare il mondo. Non maciniamo subito anche lei, come tutti gli altri valori. Diamole il respiro che merita perchè attraversi il tempo. Non ripiegamoci nostalgicamente sul passato in cerca di modelli che non tornano più. Non dimentichiamo che il passato non ritorna. La superficialità odierna non si può superare con una profondità dimenticata, ma solo elaborata in un altro modo. Diamo spazio e fiducia ai giovani e non interrompiamo il loro respiro di positività, non pensiamo che non si possa essere ancora coraggiosi.                giugno 2015

 

 

- Nelle mie opere non rappresento i miei stati d' animo attuali, esse non sono un' autobiografia, oppure lo sono, ma confusa, perchè amo rappresentare ( non raccontare, si racconta nei films ) la realtà in tutte le sue sfaccettature, amo soprattutto  trafficare le tecniche,  nutro un grande amore per il mondo dei colori. Alcuni stati d' animo, impressi in un' immagine, li ho dentro fin da piccola, per altri prendo spunto dal mondo esterno. Raramente rappresento il mio stato d' animo attuale ( come in "Io e la luna" oppure "Andare" ), non mi interessa fare una biografia con i miei quadri. Forse tutto quello che mi interessa è rappresentare la bellezza. La bellezza delle forme, dei colori, delle emozioni, delle persone, del mondo ( per quanto sia difficile immaginarlo bello, ma l' arte ha proprio questa funzione, di fare più bello il mondo! )                                                      settembre 2015

 

Recensione di Gabriella Niero su "Donne sul Getsem

"La pittrice coglie l' estemporaneità di un momento, i gesti concitati del dramma umano, il dolore silenzioso delle pie donne, la consapevolezza del sacrificio di Cristo. Il dipinto esprime la commozione e l' espressività di uno stato d' abnimo tradotto con sintesi formale. Pochi segni a tracciare il raccoglimento e la pietas innanzi alla croce che innalzata prepotentemente esce dal riquadro prospettico. Ed è in quell' attimo che l' autrice rivela un ulteriore approfondimento poetico: oltre la parvenza esteriore si coglie infatti un' analisi puntuale sull' anima, si evidenzia lo scavo psicologico portato in profondità fino a cogliere i lati caratteriali più nascosti delle pie donne. La trattazione avvolge ogni soggetto di una materia simbolica: si ha l' impressione che in ogni dettaglio sia dato respiro alla riflessione."                                             Gabriella Niero

Recensione di Paolo Levi

"Eseguita in chiave antinaturalistica quest' opera evidenzia sapienza coloristica nelle variazioni e nei contrappunti cromatici. I toni caldi del giallo e del bruno ben si armonizzano con gli azzurri, in una sintesi visiva di dolce poesia."

                                           Paolo Levi ( da "Protagonisti dell' arte 2014, dal XIX secolo ad oggi" sull' opera "Solitudine")

Recensione Premio della critica, 2014

-"Una grande compostezza cromatica ed un' elegante armonia segnica caratterizzano questo dipinto di Stefania Cattapan. Un' opera che proietta una donna su uno sfondo informale. La donna dai lunghi capelli biondi è ritratta nell' atto di dormire. L' opera si avvale di una grande poeticità rappresentativa. A livello prospettico il racconto pittorico è davvero impeccabile. Un lessico espressivo, parlato da questa grande poliglotta di nome Stefania Cattapan."                                                    Salvatore Russo ( sull' opera "La dormiente")                                                                                                                                      

Recensione del Prof. Giuseppe Maci

"Paesaggi che si levano in cielo, un cielo azzurro, limpido sovrastato dalla luna che ci riporta verso uno spazio infinito. Arte e poesia, questa è Stefania Cattapan, artista che ammalia lo spettatore, trasportandolo verso mondi quasi fiabeschi, lontani dai problemi di tutti i giorni. La pittura di Stefania Cattapan non è mai fine a se stessa, ma è piuttosto espressione di un bisogno irrinunciabile di comunicare la propria anima. Il suo colore appare pulito, ricco di quei giochi di luce che assurgono a simbolo di altri mondi, non già ultraterreni, bensì profondamente umani. La notte ci riporta al sogno e all' inconscio, temi fondamentali dell' artista, e destano nel fruitore dell' opera ricordi di quiete serate d' estate in un piccolo borgo sulla collina, un borgo che si anima e par voler raggiungere la luna con le sue case che si arrampicano l' una sull' altra."                                                                                                                               Prof. Giuseppe Maci   (critico d' arte)                                                                                

Frammenti

Sono davvero felice che la mia pittura sia stata collocata da Paolo Levi nel movimento dell' Espressionismo spirituale. Non è stato così semplice. Ho sempre cercato di esprimere nell' arte la mia spiritualità. Ma nello stesso tempo mi sentivo portata ad uno stile espressionista e l' espressionismo mi è sempre sembrato, per la sua vivacità dei colori e del gesto, uno stile che esprime estroversione, cioè che parte dall' interno e va verso l' esterno, mentre io amo l' intimismo. I miei primi lavori infatti sono impressionisti, corrente questa molto spirituale. Quindi per lungo tempo nella mia ricerca ho vissuto una dicotomìa tra il mio spirito e la mia tecnica. Però sono andata avanti rischiando. La ricerca artistica è sofferenza, coraggio, a volte, anzi, molto coraggio, analisi, intuizione e studio. Finchè è arrivata la definizione di Paolo Levi. Devo ammettere che ignoravo l' esistenza dell' Espressionismo spirituale: mi sono documentata e ho trovato in esso la mia quiete. Per quanto si possa parlare di quiete nel lavoro artistico.                                                  dicembre 2013

-Amo molto rappresentare la luna. Però non sono particolarmente colpita dalla "pittura cosmica", perchè penso che contemplare la bellezza dei fenomeni dell' universo sia come fare l' esperienza di Dio: non si può dimostrare, non si può rappresentare, la si può solo vivere. In una recensione sulla pittura cosmica ho letto che "in un contesto in qualche modo platonico, l' infinito se è rappresentabile diviene anche esistente". Io invece penso che anche ciò che non è rappresentabile sia esistente e l' espressione "l' infinito è rappresentabile" è una contraddizione. Penso che l' universo sia di una bellezza così sconvolgente che non possa essere racchiusa nelle nostre povere menti. Tutti gli studi fatti spiegano il perchè dei fenomeni, ma non spiegano l' incanto della sua bellezza. Questo mistero è troppo grande perchè lo possiamo comprendere, però lo si può in parte catturare nelle cose naturali, nelle nostre esperienze quotidiane. Il vissuto dell' essere umano, l' espressione di un volto, un fiume che scorre, un incontro, un gesto d' amore...... racchiudono in sè l' assoluto che sta dentro di noi. A volte ho paura d' impazzire nel rappresentare un singolo soggetto, un singolo paesaggio, una figura umana, perchè faccio esperienza del relativo, del finito: se dipingo una cosa, non posso rappresentare l' altra! Ma poi mi rassereno se penso che in quello sguardo, in quella posizione del corpo, in quello scorcio, io sto rappresentando velatamente l' assoluto, l' Eterno..........                                 aprile 2014                                                                                                              

 

 

L' anima del mondo

                           L' anima del mondo

 

Respiro l' aria pura

e osservo nubi viola

sopra le case,

la lunga scia di un aereoplano

solca il cielo

che si appresta al tramonto.

Ascolto

il tramestio degli uccelli

sopra il tetto della chiesa

in una cornice di silenzio.........

La mia anima a volte parla

come tutti i miliardi delle anime

nel mondo; ma la loro voce

a volte è soffocata

a volte è stanca

a volte tarda a farsi sentire.

Ma quando parla un' anima

è sempre affascinante

perchè in lei

c'è l' immagine di Dio.

Un' opera d' arte è l' imitazione dell' opera di Dio. Quanto più l' opera d' arte è perfetta, tanto più si avvicina all' opera di Dio, alla natura. Osserviamo ad esempio la forma di una pianta, la magnifica varietà degli aspetti della sua chioma, il riverbero della luce in essa, la splendida forza del suo tronco, dentro al quale scorre la linfa vitale. Scopriremo che non c'è niente di più elegante, di più equilibrato, armonioso delle forme naturali. Oppure basta pensare alla bellezza del corpo di un donna o di un uomo. Noi ci comportiamo sempre come se l' eleganza, l' armonia, l' equilibrio li avessimo creati noi. Ed in effetti è così: basti pensare ad alcune creazioni di architettura del passato e del presente. Ma queste qualità stanno già dentro di noi, prima di noi, cioè dentro alla natura, perchè la natura è nostra madre. Non sono io che creo l' eleganza, io solo mi limito a utilizzare qualcosa che sta dentro di me in forma innata, che proviena da non so dove, come l' anima del mondo è colei che dà voce agli archètipi dell' uomo, una creazione che esiste prima di noi e che noi mettiamo in evidenza con l' opera delle nostre mani.                                                                           ottobre 2013

 

Recensione su "Introspezione"

"Questa composizione ( "Introspezione" ) sapiente a livello esecutivo, è fatta di trasparenze acquarellose per meglio trasmettere un messaggio di spiritualità. Il dipinto può essere considerato di giusta appartenenza dell' espressionismo spirituale, che si pone emblematicamente fuori dal tempo e dalla storia."

                                                                                     Paolo Levi

Recensione su Notturno sull' isola con due barche

"L' opera "Notturno sull' isola con due barche" è sicuramente di elaborata architettura. Stefania Cattapan in questa sua realizzazione delinea graficamente un tipico paesaggio costiero. Attraverso una sintesi segnica che definirei straordinaria, l' artista traccia i contorni delle abitazioni e i profili delle due barche. A fare da sfondo alla rappresentazione troviamo la luna, che illumina l' isola. Il mare è calmo e il cielo è sereno. Nessuna tempesta o vortice impazzito. Chi osserva tale melodia visiva abbandona per un attimo le problematiche contemporanee e vive attimi di pura serenità."

                                                                Salvatore Russo (critico d' arte)

Recensione

La caratteristica prevalente nelle opere dell' artista Stefania Cattapan è l' uso simultaneo di diverse tecniche artistiche quali acquerello, acrilico, penne. Uso che consente di ottenere contrasti cromatici emozionali che affascinano il fruitore. La rigida idealizzazione geometrica delle forme qui si accompagna alla suggestione del racconto, con un effetto di incantata attesa. L' artista Stefania Cattapan ricerca la bellezza con passione instancabile e tenta di fissarla sulle tele con immagini che possiedono un senso plastico dei volumi e profondi sentimenti trascendenti. Ogniuna di queste raffigurazioni è un' istantanea onirica di non facile decodificazione, dove solo una ricezione meditata rende possibile la comprensione del pensiero poetico dell' autrice, del messaggio che la Cattapan affida ai colori, alle forme, alle immagini, ai suoi dipinti. Si apprezza così, nel soffermarsi ad esempio sulle cupole della basilica nell' opera La luna sulla laguna, il risultato visivo dell' attitudine a utilizzare l' alfabeto del vero, per narrare inafferrabili sogni interiori, cartoline dell' animo umano.

                           Commento a Viale alberato e La luna sulla laguna di Sandro Serradifalco ( editore, critico d' arte ).

 

Recensione su "La sera sul borgo"

"Un borgo per racchiudere la pittura di Stefania Cattapan. Rinserrato tra volumi di case e lo slancio del campanile, appare vicino a cedere la calda tonalità del rosa per acquisir l' azzurro del cielo sovrastante. Il basso profilo dei colli arresta lo sguardo e lo concentra sulle case e sul vuoto della loro assenza: emerge chiara l' attenzione per la realtà e per le sue forme."    

                                          Maria Lucia Ferraguti, storica e critica d' arte

Frammenti

-Che cos'è un' opera d' arte? E' una sintesi di tanti elementi che sono contemplati nel cuore e nella ragione, nell' istinto e nella conoscenza. Nell' eseguire un' opera a volte prevale l' uno, a volte prevale l' altro elemento. La cosa più importante è che questa sintesi avvenga in un equilibrio e nello stesso tempo l' equilibrio deve essere superato per aprirsi all' irrazionale, là dove si infrangono tutti gli schemi dopo averli maturati e metabolizzati e il soggetto diviene misteriosa catarsi, sublimazione dell' essere. Io non mi preoccupo naturalmente di tutto questo, come non mi preoccupo di "raccontare" le mie sensazioni. Io eseguo ciò che mi colpisce e attendo, si, attendo, che l' anima si presenti da sola. Perchè le sensazioni non vanno descritte, la spiritualità è come l' amore che a volte mille parole non bastano ad esprimere, ma che lascia senza fiato l' essere amato. Sperimentare troppe tecniche con il solo fine di stupire o di mostrarsi prolifici può soffocare l' anima vera delle cose. Io cerco la verità della natura, del nostro essere. La nostra società è piena di stimoli cerebrali (e non spirituali) che rischiano ( anzi, è già una realtà) di portare l' uomo al di fuori di se stesso. Io non penso con la mia arte di condurre una crociata contro questo orientamento sociale. Ma la nostra società macina tutto lasciando spesso il vuoto. Io vorrei portare un piccolo messaggio di purezza, una voce che cerca uno spazio tra le molteplici voci del nostro esistere.                       gennaio 2013

- Le mie opere descrivono le mie emozioni. Emozioni che poi nella vita possono andare per strade diverse, guidate dalle mie decisioni e dalla mia volontà. In pratica un' emozione rappresentata (anche in poesia) non attesta sempre un vissuto reale. Le emozioni sono evanescenti come fantasmi: esistono ma possono volare via. Io descrivo le emozioni allo stato puro; perchè questa è l' arte: fermare nel tempo gli stati d' animo, che proprio per la loro essenza di purezza hanno un senso di immortalità.               aprile 2013

-

Frammenti

- Nella sua recensione alle mie opere "Adolesciente" e "Ginnasta", Dino Marasà parla di come dipingo la figura femminile e parla di "estetica". La mia idea di estetica in questo contesto si può associare alla concezione dell' uomo nello spazio dell' arte classica greca, dove la figura umana era concepita nei gesti, nei movimenti, nelle proporzioni delle forme, in un' armonia con la natura ed il creato, concettualmente tendente ad un' idea di perfezione e di assoluto. Ho trovato per caso alcuni miei appunti sull' Argan, dei tempi del liceo. Li trascrivo:" Nel porre di Policleto in una statua, quindi in una sola opera, la sintesi tra l' universale, l' essere, ed il contingente, l' esistere, vi è quel quadro generale e totale nel contempo uno e molteplice, semplice e complesso, della vita che vorrei riuscire ad esprimere; trovare nella dimensione figurativa e visiva la simbiosi tra queste due entità, che coesistono una nell' altra: nel gesto, nel movimento vi è l' eterno, nell' eterno, nell' idea universale vi è il contingente, il particolare, l' umano." Mi sembra che queste affermazioni possano essere applicate al mio modo di intendere la figura umana.                                            settembre 2012

-In una sua intervista Benigni dice:" Quando il riso nasce dalle lacrime, ci si spalanca il cielo". Io aggiungerei che non solo il riso, ma anche l' arte in tutte le sue manifestazioni (nel mio caso, la pittura e la poesia), quando nasce dalle lacrime, "ci si spalanca il cielo".               novembre 2012

-Nelle mie opere non cerco la perfezione delle pennellate, oppure il dominio del mio istinto. Non ho difficoltà a considerare la fine di un' opera, il mio tratto a volte si sottrae alla mente, per rimanere alla mercè del non spiegabile. Pensiamo ad esempio ai "Prigioni "di Michelangielo: in quest' opera, per me modernissima, ad un certo punto lui si è fermato, perchè la materia così solo parzialmente plasmata dava l' esatta idea della forma che vuole, con drammaticità, sottrarsi al caos dell' informale, della pietra non ancora lavorata. Michelangielo si è fermato mirabilmente al punto giusto per lasciar parlare la materia, che ha un linguaggio suo proprio. La materia, cioè la natura. La vera opera d' arte, per quanto mi riguarda, ha la sua ultima parola in ciò che è imperfetto. E' l' imperfezione l' anima della natura, che per sua stessa definizione si sviluppa e si evolve nella lotta universale delle forze contrastanti del  bene e il male, la perfezione e l' imperfezione, la vita e la morte. Eppure l' alternarsi e l' amalgamarsi di queste due componenti fondamentali si risolvono in un' armonia che la mente umana non può comprendere, se non rassegnarsi a ciò che è mistero.     novembre 2012

Recensione su "Adolescente" e "Ginnasta"

"Stefania Cattapan ritrae la donna con le sue grazie. Mediante colori e segni, luminose liriche di un intelletto avvezzo all' estetica, descrive una realtà sospesa nel tempo, tipica di chi attua gli onorismi con piena disinvoltura."

                                                                     Dino Marasà, critico d' arte

Recensione di Paolo Rizzi

(commento a "L' albero e il pozzo", 2001): c'è qualcosa che aleggia sopra questo scorcio di paesaggio: forse un vento di bufera. L' albero, infondo, ne è sconvolto: tutto il tono è illividito. Evidentemente Stefania Cattapan ha cercato, attraverso l' accentuazione dei dati atmosferici, di raggiungere un quoziente simbolico. Tra il pozzo e l' albero si instaura una sorta di dialogo. Sono due elementi che invitano ad una riflessione profonda, di tipo romantico. C'è il senso dell' infinito che aleggia: quindi l' idea di un mistero che ci avvolge e coinvolge. La pittura è liquida, sciolta, sfuggente come i nostri pensieri. Le finezze tonali aggiungono suggestione al timbro animistico del dipinto.

                                                                       Paolo Rizzi, critico d' arte

commento critico

"Le opere di Stefania Cattapan sono alquanto interessanti ed emerge evidente, a parer mio, ancorchè l' autentica passione per l' arte, un ottimo talento, quanto del resto una buona preparazione tecnica, frutto questa evidentemente di una severa e seria preparazione artistica."

                         Remo Alessandro Piperno, critico d' arte, Roma

Recensione a cura dell' Archivio Monografico dell'

"L' artista Stefania Cattapan, pittrice di limpida ispirazione naturalistica, tratta linguaggi idealizzati di svariate tematiche con approccio meditativo e carico di suggestioni emotive. Una ricerca che svela i profumi di visioni paesaggistiche, immagini reali, i personaggi diventano protagonisti dell' opera contornati da sfondi coloristici soffusi contrastati dalle luminescenze. Volti pensanti ed espressivi, scene che sussurrano fantasie e ricordi, paesaggi che richiamano un naturalismo lirico rivelando atmosfere portentose che si contraddistinguono da differenti racconti. Stefania Cattapan è in continuo contatto con la vita, con l' armonia, con la speranza e con l' amore; analizza, descrivendo nelle opere i messaggi nascosti del cuore. Con scorrevolezza della sua mano, con untratto abile e con efficacia dei colori Stefania ci mostra il contatto diretto tra la vita ed il sentimento. Immagazzina, guarda e pensa con sguardo flessibile ciò che ha intorno, scrive e dipinge trasportando le profondità di ciò che ha nel suo animo. La sua profondità nasce dalla vita quotidiana, da singoli e semplici elementi: un paesaggio, il cadere della pioggia, i cieli, le figure accovacciate o una passeggiata, elementi analizzati dal pensiero che ci conducono al ritrovamento di messaggi emotivi. Stefania Cattapan manifesta un candore intimo con esecuzioni raffinate verso limiti che superano la realtà."

                                      Archivio Monografico dell' arte italiana

Valutazione della poesia "Tu che non dici"

La poesia "Tu che non dici" è intrisa di dolcezza e ispirata da sentimenti profondi. L' attenzione della poetessa si sofferma su ogni particolare dell' ambiente in cui avviene un incontro ricco di emozioni e dove ogni oggetto, con le sue particolarità, contribuisce a creare l' atmosfera così ben descritta nei versi più toccanti. La sensibilità dell' autrice si fonde armoniosamente con la capacità di osservare, di descrivere ed evocare immagini vive e nitide. Una bella poesia da leggere e rileggere che, pur senza spiegare la storia dei personaggi, lascia trasparire chiaramente la tenerezza e la trepidazione di un contatto umano.

                            a cura della commissione di lettura Opera Uno

Recensione dell' opera "La salita"

"Delicata e sensibile alla sapienza della luce in una prospettiva scenica volutamente carica di grandi suggestioni, la scena de "La salita" appare come una rappresentazione "rubata" alla memoria timbrica di Bonnard. Tale la delicatezza dei toni e della luce che si fa strada dal basso verso l' alto, inserendosi nel verde che arriva fino all' orizzonte, dove l' insieme assume una luce gioiosa colma di suggestioni. Ma la costruzione della scena, nella sua armonia e gentilezza, riconduce alle architetture pedemontane della nostra realtà postuma. La grande casa abbandonata, la strada, le altre abitazioni, sono, tutte insieme, un invito alla magia del silenzio e della meditazione, come se ci si trovasse immersi dentro ad una natura che sta dentro ai ricordi del nostro passato e si esprime così, senza far rumore."

                                             Mario Bernardi, critico d' arte

Frammenti

 

- Io sono per un ritorno alle origini, che non significa ripiegamento nel passato, ma significa riscoprire i valori che hanno dato al mondo una forma e una bellezza, quel sentimento e quell' anima che producevano i capolavori del Botticelli o di Piero della Francesca. Ci si può comunque servire dei nuovi mezzi di espressione e delle tecnologie, anche se tecnologia ed anima non sembrano andare spesso d' accordo, ma non è sempre così. Si è scoperto di tutto e di più, fino ad esaltare il brutto, finendo di dimenticare i canoni della bellezza così come non c'è più distinzione fra il bene e il male......... e ci aggiriamo in un nichilismo che fa paura.                                                          luglio 2011

- Il filo conduttore della mia Galleria virtuale potrebbe avere il nome di "Passaggi". Nelle mie opere cerco di cogliere gli istanti della quotidianità e del mondo che mi circonda, istanti in cui viene fissato il fascino della natura e dei comportamenti umani: il salto della ginnasta con l' improvviso svolazzo del drappeggio; l' istante in cui un bimbo si specchia sullo stagno (non prima, non dopo); l' istante in cui il sole cade sulla natura o sugli oggetti, o più dilatatamente il momento che sta vivendo una donna che si mette in cammino con le valigia. Tutti istanti che appartengono alla vita, come un canto che si snoda nel tempo lasciando tanti passaggi di cose vissute, tanti volti, o anche ricordi, impressioni, che potrebbero essere di ogniuno di noi, o comunque passaggi che segnano l' universale andamento delle cose, nello stupore del creato, delle cose più semplici come dei valori più alti.                                   luglio 2011 

-Penso che la mia poetica vada un pò controcorrente rispetto al mondo attuale. In un' epoca sempre più stretta dalla morsa di ritmi frenetici, io parlo del lento incedere del tempo e del respiro dell' anima. Non solo nella mia pittura, ma anche nelle mie poesie io cerco la profondità dei sentimenti, sia pure in una chiave moderna. Penso che la tecnologia sia come un catalizzatore dei sentimenti, se non una sostituta. Ma contro la corsa dell' apparire cercato a volte in maniera ossessiva, io cerco l' essenza dell' essere. Io credo che l' uomo continui ad avere sete d' infinito, nonostante il materialismo e la superficialità che rischiano di soffocare l' anima.                                                maggio 2012

Frammenti

-Mi piace ricordare il Masaccio per parlare del mio modo di concepire la figura umana: quest' ultima al centro del racconto, importante, statuaria, espressiva. Non nascondo che mi piacerebbero certe interpretazioni alla Matisse, o alla Longaretti, ma la mia mano sembra essere ormai formattata alla plasticità, non c'è niente da fare! Certe rotondità, il volume, le proporzioni di matrice classica, mi escono quasi senza volerlo. E poi lo penso davvero, che la figura umana, col suo mistero, è una cosa bellissima in se stessa, non riesco (almeno non per ora) a storpiarla o a deformarla.                                          dicembre 2010

- Per me è una sfida scoprire una poesia anche nelle cose semplici; non è banale il quotidiano, è banale forzare le cose per farle apparire ciò che non sono.        gennaio 2011

-Per me quasi sempre i miei soggetti sono anche una scusa per trafficare le mie tecniche, quasi che potrebbe sembrare che la tecnica sia più importante del contenuto (tanto mi piace maneggiare colori e pennelli e quant' altro); ma non è così: contenuto del soggetto e tecnica devono fondersi insieme.       febbraio 2011

Credo che non sia consigliabile inseguire le mode, o cercare di imitare ciò che è attraente all' esterno, ma magari non corrisponde a ciò che abbiamo dentro, a quel plasma che contiene forme e idee che c'è nella nostra anima. "Ghignòske te autòn" dicevano i greci, cioè conosci te stesso. Io credo che sia questa la strada da seguire: cercare la verità dentro noi stessi ed esprimerci secondo questa strada, evitando le dispersioni e le alienazioni del troppo esteriore o anche della superficialità. Un' opera che non ha in sè le caratteristiche di una ricerca e di un sentire sinceramente interiore  è vuota, anche se tecnicamente perfetta.             febbraio 2011

-Io sono per un ritorno alle origini, che non significa ripiegamento nel passato (anche se ne sarei tentata), ma significa riscoprire i valori primordiali che hanno dato al mondo una forma e una bellezza, quel sentimento e quell' anima che producevano i capolavori del Botticelli e di Piero della Francesca, servendosi comunque dei nuovi mezzi di espressione e anche delle tecnologie, anche se tecnologia ed anima sembrano spesso non andare d' accordo, ma non è sempre così. Si è scoperto di tutto e di più, fino ad esaltare il brutto, finendo per dimenticare i canoni della bellezza così come oggi non c'è distinzione fra il bene e il male....... e ci aggiriamo in un nichilismo che fa paura.        luglio 2011

 

 

Recensione

"Un filo comune lega le opere di Stefania Cattapan: il ricordo, la nostalgia struggente di luoghi ed oggetti osservati ed amati: gruppi di case unite quasi a stringersi insieme come esseri umani, alberi fronzuti o scheletriti, un sentiero, la salita, Venezia al chiaro di luna..... E questo contatto consolida il sentimento di appartenenza al mondo naturale. L' esperienza si allarga, poi, alla figura umana: un uomo sotto la pioggia, una ballerina che danza con la leggerezza di una farfalla, una ragazza assorta nel gioco degli scacchi, una donna sdraiata, un fanciullo intento ad osservare uno specchio d' acqua, una ragazza di spalle con una valigia in mano che si incammina verso una meta lontana.... Tutte queste figure sono avvolte nel silenzio, in un alone di mistero qual' è infondo la nostra esistenza. Paesaggi, figure umane nate sotto l' impulso di forti emozioni sentimentali ed estetiche e trasfigurati dal ricordo e dalla nostalgia, rivelano il desiderio di raggiungere l' essenza della bellezza e dell' armonia,....ed è nel ritrovare questa armonia che le figure perdono la loro dimensione spaziale e temporale e diventano senza tempo. Persone, oggetti, paesaggi sono colti, infine, con semplicità e freschezza, quasi con l' occhio incantato del "fanciullino pascoliano", quel fanciullo che è in ogniuno di noi,"

                                                       dott.ssa Patrizia Bragagnolo

Recensione di Gabriella Niero

"Con delicata abilità ci invita nel suo mondo per contemplare le mille sinfonie del paesaggio, per regalarci un attimo di abbandono. La sua pittura è una sorta di simbiosi tra arte e natura, una integrazione che vive malgrado le frenetiche attrazioni tecnologiche. E' interessante la resa che Stefania Cattapan fa ad esempio dei suoi temi paesaggistici, dolci riflessi intimistici in cui la pittura è sciolta, di impianto tonale, con una pennellata che si muove rapida tra gli arbusti saldandoli con il colore. Il rapporto è contemplativo talvolta nostalgico così gradatamente trapela una spiccata sensibilità per ciò che l' autrice riscopre e la sorprende nel mondo. Le suggestioni nascono con spontaneità, dai luoghi visti ed amati, dai profili morbidi degli alberi in un sottobosco, dagli scorci intensi dell' ambiente che rimangono rappresi nel ricordo. Ogni tema instaura un dialogo profondo con la vita della pittrice la quale scopre l' armonia del momento e poi con le sfumature leggere del tono su tono traccia i contorni più incisivi dell' immagine seguendo gli istinti primari della bellezza. La solida impalcatura disegnativa e la tavolozza trovano un' evocazione che accende i sensi. Ogni tocco è riflesso degli stati d' animo, delle gioie quotidiane, delle sottili variazioni umorali che nella pittura diventano momenti di indagine luminosa, minuziosa analisi delle forme nello spazio, fresche trasposizioni di una suggestione che rasenta l' immedesimazione con l' ambiente evocando atmosfere che danno vita ad una profonda esaltazione del sentimento.

                                                   Gabriella Niero, critico d' arte